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Non sono i migranti a uccidere in Italia ma un blocco di marmo

C’era una volta un paese, o parte di esso, che non è sulle prime pagine dei giornali.
Non ne troverete menzione tra le ottuse grida del Ministro dell’interno, ma tu leggi pure come il burattinaio del governo a cinque stelle nere.
Un paese dove un operaio di 37 anni, Luca Savio, è deceduto quest’oggi, lasciando una moglie e una figlia, dopo esser stato assunto con un contratto di soli sei giorni.
Un paese, già, dove lavorando in una cava si rischia un infortunio ogni due giorni.
C’era una volta un paese dove negli ultimi dieci anni ci sono state tredicimila morti sul lavoro.
Esatto, il lavoro, che oramai non è neppure più nei proclami elettorali e negli slogan di mantenimento del potere.
C’era una volta, difatti, un paese in cui le condizioni miserrime in cui moltissime persone cercano di portare a casa il pane per la propria famiglia non fa più notizia.
Perché il problema sono gli immigrati, perfino quando sono ancora in mare aperto.
Ma a uccidere speranze e serenità della povera gente è un colossale blocco di marmo.
E di menzogne...


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