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Storie vere sulla morte e la vita

Per una vita che se ne va, ce n’è sempre un’altra che arriva. E’ vero, è matematico, almeno una ce n’è.
Magari non è qui, davanti a noi. Non sappiamo chi sia e non abbiamo idea di quanto vivrà.
Se sarà di destra o di sinistra, della Roma o della Lazio. Tutto potrà diventare, anche la persona peggiore del mondo.
Potrà fare le cose più deprecabili, potremo odiare ogni cosa che dirà, qualsiasi gesto farà, ma non potremo farci nulla.
Perché quando una vita se ne va, c’è n’è sempre un'altra che arriva.
Possiamo ergere i confini della nostra fortuna fino al cielo e gridare a squarciagola tutta la nostra vigliaccheria di fronte al coraggio di un solo uomo capace di invadere un paese e non riuscire a far altro che convincerlo ancora di più che venire da noi era la cosa giusta da fare.
Perché il nostro parere conta poco. La vita si spegne e si accende dove vuole e come desidera a prescindere da noi.
Questa è ancora la fortuna del mondo.
Perché laddove una vita se ne va, c’è n’è sempre un’altra che arriva.
E’ evidente. Sarebbe sufficiente alzare lo sguardo al di sopra del cadavere da cui siamo ossessionati.
Basterebbe smettere di soffocare le nostre narici con il puzzo della decomposizione.
Chiunque potrebbe vedere altro, se solo la smettesse di dipingere i propri occhi con il sangue di chi non c’è più.
Come è possibile riempire i nostri discorsi con la morte di qualcuno di cui non sappiamo nulla di chi fosse da vivo? La memoria senza la vita che l’ha preceduta si chiama follia.
Perché se qualcuno va via, c’è sempre qualcun altro che arriva.
Non importa se quel frutto sia tuo o meno. Non conta nulla se quella bambina sia carne della tua carne o meno.
E’ la vita che è grande e rende grande anche te.
Se poi quel figlio è veramente tuo, be’, non ti resta che cantare e ballare. Le luci ora sono su di te.
E Rukia e Hash cantarono e ballarono.
Talvolta capita...


Da Amori diversi, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti.

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