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Storie vere sui matrimoni misti

Qualcosa è cambiato nel 1967, è proprio il caso di dirlo.
In quello stesso anno un matrimonio misto rappresenta per la prima volta il tema centrale in un film di successo. Sto parlando ovviamente di Indovina chi viene a cena? Il film, per chi non se lo ricorda, era interpretato da Spencer Tracy e Katharine Hepburn nel ruolo dei genitori bianchi e da Sidney Poitier in quello dell’inaspettato genero nero.
La trama è semplice: Johanna, una giovane ragazza bianca americana, si innamora del dottor Prentice (alias Sidney Poitier), un nero conosciuto durante una vacanza alle Hawaii. I due pianificano di sposarsi e lei vuole tornare in Svizzera con lui. Il film è incentrato sul ritorno di Johanna a casa, a San Francisco, insieme al nuovo fidanzato che la ragazza porta con sé a cena per farlo conoscere ai genitori, e sulle reazioni della famiglia e degli amici.
Tutto finisce bene, con il più ottimista dei finali.
Certo, se il nuovo esotico arrivo in famiglia non fosse stato un bel dottore, colto e di buone maniere, ma piuttosto, che so, un rapper tutto collanine e denti d’oro, ovvero un clandestino in cerca di un permesso di soggiorno, i due progressisti genitori avrebbero trovato qualche difficoltà ad accettare la cosa.
C’è da dire che Indovina chi viene a cena? non ha il merito di essere stato il primo film americano a trattare l’argomento unioni interrazziali. Quello di maggiore successo sì, ma non il primo.
Nel 1957 uscì il film La banda degli angeli, con Clark Gable e Yvonne de Carlo. Ecco la trama: verso la metà dell'ottocento, nel Kentucky, una ragazza figlia di schiavi rimane orfana ed è comprata da un ricco latifondista, il quale innamoratosi la nomina erede di tutte le proprietà. Quando lei scopre che il marito si è arricchito con lo schiavismo lo lascia, ma torna da lui quando esplode la guerra civile tra Nord e Sud.
Nella riedizione italiana del 1964 uscì con il titolo La frusta e la carne. Non chiedetemi perché. Noi abbiamo ancora oggi l’abitudine di cambiare i titoli originali in una maniera spesso delirante.
In questo film, ad ogni modo, siamo parecchio lontani dall’epoca di Sidney Poitier e, soprattutto, da quella di Denzel Washigton o Will Smith. Difatti la ragazza figlia di schiavi fu interpretata da Yvonne De Carlo, attrice canadese, di una carnagione al limite del pallido, scurita per l'occasione per rendersi credibile nel ruolo della schiava di colore innamorata di Gable.
Dal 1967 di Indovina chi viene a cena?, con il quale, a quanto pare il cinema americano aveva forse esagerato, saltiamo addirittura al 1975, con una pellicola di sicuro valore: Mandingo.
La storia è semplice: nel 1840, in una piantagione di cotone della Louisiana, il proprietario obbliga il figlio a sposare sua cugina Blanche. Appreso che la moglie non è vergine, egli si prende un'amante nera e allora Blanche – per vendicarsi - si concede a un poderoso schiavo della tribù dei Mandingo. Nasce un bambino nero che il medico sopprime. Nonostante la sonora stroncatura di pubblico e critica, il regista Richard Fleischer girò anche un sequel: Drum, l'ultimo Mandingo.
In ogni caso ecco la morale: la coppia mista diviene lecita se a scopo vendetta e, soprattutto, se il nero di turno ha le dimensioni, in senso generale, di un poderoso mandingo.
Altro salto nel tempo, dato che con i due film della serie le donne bianche americane avevano iniziato a sognare un dottor Prentice con il volto di Poitier e, soprattutto, le doti di un mandingo, ci porta al 1991 di Jungle Fever, una pellicola di Spike Lee, non nuovo nel trattare temi interculturali.
La trama: Flipper è un benestante architetto afro americano che vive con la moglie Drew e la figlia in un costoso appartamento ad Harlem. Quando, allo studio in cui lavora, viene assunta una segretaria italo americana, Angie, Flipper non si dimostra molto contento, poiché avrebbe preferito lavorare con una del suo colore. Cioè il razzista è lui. Angie conduce una vita umile, in una modesta casa in un sobborgo di Brooklyn. I due iniziano a fare amicizia e una sera si ritrovano da soli in ufficio, per degli straordinari. Ordinano del cibo cinese e iniziano a parlare delle loro vite. Infine, sul tavolo da disegno, hanno un rapporto sessuale. Un vero colpo di scena, nel lontano 1991. La famiglia di Angie, venuta a conoscenza del fatto, la butta fuori di casa dopo averla picchiata, perché se la fa con i negri, cosicché ognuno ritorna nel proprio lato di mondo.
Da Indovina chi viene a cena? a Jungle Fever, come dire, dall’ottimismo degli anni sessanta al pessimismo di trent’anni dopo.
Altro salto obbligato, stavolta la scena del tavolo superò veramente i limiti, ci conduce al 2002, con il film Lontano dal paradiso: siamo nel 1950, nel Connecticut. Si racconta la storia di Cathy Whitaker, la moglie perfetta, madre, e casalinga. Cathy è sposata con Frank, un manager di successo. Un giorno, la donna spia uno sconosciuto uomo nero che cammina nel suo giardino. Si tratta di Raymond, il figlio dell’ultimo giardiniere di Cathy. Nel frattempo Frank è costretto a rimanere fino a tardi in ufficio, inondato dal lavoro. Una sera, però, lo vediamo entrare in un bar. Contemporaneamente, Cathy e Raymond divengono amici. Una notte, quando Frank è ancora in ritardo, Cathy decide di preparargli la cena e portargliela. Cosicché lo scopre baciare appassionatamente un uomo. Frank confessa di aver avuto dei problemi da giovane e accetta di vedere uno psichiatra e guarire, per tornare ad una sana normalità. Il suo rapporto con Cathy diviene teso e lui si da al bere. Delusa dal suo matrimonio, Cathy cerca conforto nell’amico nero, Raymond. S’incontra con quest’ultimo spesso, suscitando le chiacchiere del vicinato. Ciò nonostante i due si innamorano. Dal canto suo, Frank, incapace di sopprimere i suoi desideri omosessuali, si innamora di un altro uomo e chiede il divorzio da Cathy.
Che dire, vediamolo come un passo in avanti. Per tubare con una donna bianca, un afro americano può pure essere un figlio di giardinieri e non per forza uno stimabile dottor Prentice. Non è necessario che celi un mandingo dentro le mutande. Certo, in quel caso, la suddetta signora non avrà di che lamentarsi, ma non è indispensabile. L’unica condizione è che il compagno di prima si dichiari omosessuale...

Da Amori diversi, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti.

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