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Storie vere di razzismo in Italia

Si passa da prima gli Italiani, ognuno a casa propria, noi non siamo razzisti perché abbiamo anche il senatore nero razzista, ecc., a noi non siamo razzisti come voi, ma ci stiamo lavorando e un ministro nero noi ce l’avevamo, ma poi abbiamo capito che non buca lo schermo, e così via.
Questa folle e posticcia controversia intorno al nulla è la sintesi delle rispettive campagne elettorali che ci conduce alle osservazioni seguenti, le quali si fondano sui numeri, cioè i fatti, indiscutibili e inopinabili.
Nel paese democratico, al netto dello straniero invasore, degli aventi diritto di voto (51 milioni di cittadini, l’84% della popolazione totale di 60,5 milioni di persone), si è presentato alle urne il 73%, ovvero circa 37 milioni.
Da cui, sommando i non aventi diritto (9,5 milioni, 16% della popolazione totale), agli assenti dal voto (14 milioni, il 27% degli aventi diritto), l’esito delle consultazioni non rappresenta necessariamente il pensiero di ben 23,5 milioni, ovvero il 39% della popolazione totale, circa 4 cittadini su 10.

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