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Storie vere di ragazzi sfortunati

Sono colpevole di rabbia.
Rabbia accumulata in anni.
Mesi e giorni.
Ore.
Minuti.
E più che mai interminabili secondi vissuti innanzi ad orribili messe in scena da spettatore inerme.
Giammai vile.
Di sicuro impotente.
Ma non cieco.
Magari lo fossi stato.
Non per chi amo, ma almeno per me.
Per il mio giovane cuore massacrato che, per buona sorte o meno, ancora batte.

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