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Storie vere sugli schiavi moderni

C’era una volta una casa grande come il mondo.
Come ogni casa che si rispetti, ovvero degna di uno spot da prima serata, o film da botteghino sorridente, la nostra era composta da stanze.
Una stanza potevi riconoscerla all’istante, se solo ti fossi appropinquato nei pressi, magari tendendo l’orecchio a una delle pareti.
Gnam e ancora gnam, l’incessante danza della masticazione fine a se stessa era sempre in onda, come uno di quei talk show pomeridiani, che vanno avanti a prescindere dalla presenza del pubblico.
Perché il prodotto è già stato venduto, oramai.
Ora non resta che festeggiare, riempi il piatto, fai traboccar bicchieri e gole che oggi mi voglio strozzare, era il solo, perenne refrain della scena.

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